Variazioni e Cadeau
Peter Lichtenthal
per flauto e pianoforte
PREMESSA
Musicologo, compositore e medico Peter Lichtenthal nacque a Pressburg (l’odierna Bratislava) il 10
Maggio 1780 e morì a Milano il 18 Agosto 1853.
Amico della famiglia Mozart, e in particolare di Karl Thomas, secondogenito di Wolfgang Amadeus, a
partire dal 1810 si stabilì a Milano, come Censore del governo Lombardo-Veneto. Nella propria abitazio-
ne organizzò concerti coinvolgendo le famiglie più in vista dell’epoca con l’intento di diffondere la musi-
ca austriaca e in particolare quella di Wolfgang Amadeus Mozart. Tra le sue composizioni, infatti, nume-
rosi sono le trascrizioni e gli adattamenti di musica mozartiana.
La sua attività creativa si sviluppò sia in ambito ‘pratico’ attraverso la creazione di balletti (rappresen-
tati alla Scala), melodrammi, sinfonie e ouverture, musica sacra e musica da camera; sia nel settore teori-
co e teoretico con la compilazione di trattati di estetica musicale.
Al flauto Lichtenthal ha dedicato alcune composizioni: un Concertino per flauto e orchestra (datato
1823), musica da camera con archi e le tre pagine per flauto e pianoforte proposte in questa raccolta, unici
esemplari di questo genere.
Si tratta di brevi composizioni scritte ad un anno di distanza l’una dall’altra e destinate a dedicatari
diversi probabilmente membri della nobiltà.
Le fonti sono conservate autografe presso il Fondo Noseda del Conservatorio di Musica “Giuseppe
Verdi” di Milano (rispettivamente: Noseda L 50-9; 50-11; 50-10).
Cadeau per flauto e pianoforte, come si evince dal frontespizio, fu composto nel 1819 e dedicato a
“Madame la Baronne Josephine Walbrunn née De la Tour Taxis à l’occasion de sa fete”.
Il brano è formato da due brevissimi movimenti strettamente connessi: un Adagio introduttivo e un
Allegretto dalla semplice struttura tripartita. Il flauto e il pianoforte si alternano nella conduzione del mate-
riale tematico molto semplice; ma accattivante. Il flauto utilizza sempre il registro medio senza mai spin-
gersi nelle zone estreme, mentre il pianoforte sostiene ora arricchendo le linee melodiche ora limitandosi
a elementari accompagnamenti albertini. L’immediatezza di scrittura lascia presagire la ‘natura’ dei desti-
natari; probabilmente principianti o amateurs, abitués dei salotti aristocratici.
Le “VI Variazioni” per flauto e pianoforte risalgono al maggio 1820 e sono un omaggio al “Conte Gio.
Cicogna”, mentre le “VI Variations” per flauto e pianoforte sono composte nel gennaio 1821 a Milano e
dedicate al “Sig. Torri”.
Entrambe le raccolte sono concepite allo stesso modo: un semplice tema originale di struttura triparti-
ta, seguito da quattro variazioni brillanti, da una Poco adagio e concluso da una variazione in tempo di
marcia.
Al flauto è riservato il ruolo di protagonista mentre al pianoforte compete la parte di accompagnamen-
to. Il flautista deve possedere una buona padronanza tecnica in quanto affronta scale e arpeggi in tutta l’e-
stensione dello strumento e usa diverse articolazioni che conferiscono al brano brillantezza e vivacità.
La tipologia di questi due temi con variazioni si inserisce perfettamente nei clichés di stile e di gusto
contemporanei e arricchisce il già vasto repertorio dell’epoca.
L’edizione che qui si presenta si mantiene fedele all’originale di cui rispetta le articolazioni e le dina-
miche, le eventuali aggiunte del revisore sono indicate tra parentesi o con linee tratteggiate.
Mario Carbotta














